Il sentiero della libertá

Eremo di Santa Maria della Stellaeremo-santa-croce
loc. Madonna della Stella 
Cerreto di Spoleto (PG) - CAP:06041
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20160515_102043L’eremo della Madonna della Stella e le venti grotte eremitiche sono ubicati nella parete rocciosa della stretta ed ombrosa valle del Noce, fra i rilievi del monte Maggio e del Porretta.

Lì i benedettini fondarono infatti l’originario Monasterium S.Benedicti in Faucibus(gole) o in Vallibus(valli). Per raggiungerlo lasciata la sp 470, che collega Poggiodomo con Borgo Cerreto, si raggiunge il bivio per Roccatamburo, si procede quindi a piedi mantenendo sempre la parete rocciosa sulla destra ed il torrente sulla sinistra fino a giungere ai piedi dell’eremo.

 

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La costruzione del monastero, lungo un nodo stradale così importante, è da legare sia alla politica di controllo del territorio esercitata dai duchi di Spoleto, sia, più in generale, all`opera di evangelizzazione e di espansione del monachesimo nella montagna. Nel solo territorio di Cascia, infatti, sono attestati nello stesso periodo ben undici celle monastiche e una quindicina di monasteri benedettini. D`altronde nell`intera Valnerina, fin dal V° secolo, alcuni monaci siriani avevano trasferito l`esperienza monastica orientale con varie celle che poi portarono alla fondazione dell`Abbazia di Sant`Eutizio in Valle Castoriana nei pressi di Preci e dell`Abbazia dei Santi Felice e Mauro nei pressi di SantAnatolia di Narco. Monaci che all`opera di evangelizzazione affiancarono quella di bonifica delle valli dai continui impaludamenti come testimonia l`uccisione del drago da parte dei Santi Felice e Mauro scolpita sulla facciata della chiesa di San Felice.


20160515_105214  Risalita la stretta valle, i due eremiti diedero inizio all`opera di edificazione dell`eremo attuale che poi prese il nome di Santa Croce in Valle. Alla nuova chiesa, in parte ricavata scavando nella roccia, si aggiunsero con il tempo una decina di celle monastiche, ricavate anch`esse nella parete rocciosa con l`aggiunta di parti murarie. Sorgeva così una sorta di Laura dove la recente esperienza cenobitica si fondeva con quella più antica degli eremiti orientali. Alla vita comunitaria intorno alla chiesa e al refettorio, dislocato quest`ultimo sul piazzale limitrofo e di cui rimangono solo alcuni fregi sulla parete a monte, si affiancava quella del silenzio e della meditazione nell`alveare di celle scavate nella roccia. Esperienza, questa, rintracciabile anche in altri luoghi della Valnerina, primo fra tutti proprio Sant`Eutizio in Valle Castoriana.

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Con il passare degli anni anche gli Agostiniani di Cascia cominciarono a disertare questo luogo di culto, tanto che nel 1459 nominarono un cercatore per S. Croce, segno evidente di sopperire all`assenza di un presidio stabile sul posto.

Il De Lunel, nella sua visita apostolica del 1571, riferì di aver trovato la chiesa derutam, con i redditi goduti dal vicino castello di Roccatamburo.

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Persa quasi la memoria del luogo, quando nel 1833 due pastorelli di Roccatamburo ne rinvennero il dipinto in mezzo ai rovi, si gridò al miracolo. Riprese allora il culto da parte delle popolazioni dei paesi vicini e con le offerte ricavate dai fedeli fu restaurata la chiesa che da allora prese il nome di Madonna della Stella dalla veste che, indossata dalla Madonna dipinta sulla parete rocciosa, è trapunta di croci a forma di stelle.

 

Da allora l`eremo fu custodito da eremiti volontari, l`ultimo dei quali, ricordato ancora da molti anziani, fu Luigi Crescenzi di Poggioprimocaso. Egli servì l`eremo dal 1919 al 1949, anno nel quale morì cadendo dall`alto del piazzale antistante le celle monastiche. Il culto mariano è rimasto vivo in tutta la popolazione della montagna e ogni anno, nel mese di maggio, numerose processioni provenienti dai paesi vicini si inerpicano per il ripido sentiero a rinnovare la devozione tramandata attraverso le generazioni.

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